Le informazioni che trovi qui non sostituiscono una visita odontoiatrica, ma possono aiutarti a capire quando è opportuno contattare lo studio e con quale priorità.
In caso di gonfiore importante del viso, febbre, difficoltà ad aprire la bocca, deglutire o respirare, è necessario rivolgersi rapidamente a un medico o al pronto soccorso.
Quando possibile, salvare un dente naturale è quasi sempre la scelta migliore. Un dente naturale, se recuperabile in modo prevedibile, conserva infatti una funzione, una sensibilità e un’integrazione biologica che nessuna soluzione protesica può replicare perfettamente.
La perdita di un dente non dovrebbe mai essere sottovalutata. Oltre ai problemi di masticazione ed estetica, lo spazio lasciato vuoto può provocare nel tempo lo spostamento progressivo degli altri denti: il dente antagonista può estrudere, cioè “scendere” o “salire” verso lo spazio libero, mentre i denti vicini possono inclinarsi o migrare. Questo può alterare l’equilibrio dell’occlusione e rendere più complessa una futura riabilitazione.
Quando un dente viene perso, oggi esistono diverse possibilità per sostituirlo: un ponte dentale fisso, un impianto dentale o, in alcuni casi, una protesi rimovibile. Sono soluzioni che possono restituire funzione, estetica e stabilità, ma rappresentano comunque una sostituzione di ciò che è stato perso.
Per questo, nello Studio Dr. Gennaro Di Marzo a Firenze, valutiamo sempre con attenzione se un dente può essere conservato attraverso cure conservative, devitalizzazioni, ricostruzioni o terapie parodontali. L’obiettivo non è “salvare a tutti i costi”, ma salvare quando ha senso clinico farlo, evitando trattamenti inutili su denti ormai compromessi e, allo stesso tempo, evitando estrazioni premature quando esiste una possibilità concreta di recupero.
In sintesi: sì, vale la pena salvare un dente naturale quando la prognosi è buona o ragionevole. La scelta corretta nasce sempre da una diagnosi accurata e da una valutazione personalizzata.
La sensibilità al caldo, al freddo, agli zuccheri o alle sostanze acide è uno dei motivi più frequenti per cui si prenota una visita dal dentista. Quando il fastidio riguarda un dente già curato o ricostruito, è importante non sottovalutarlo.
Una vecchia otturazione, infatti, non rende il dente “immune” dalla carie. I batteri possono infiltrarsi lungo i bordi della ricostruzione e raggiungere progressivamente gli strati più profondi del dente. In questi casi si parla spesso di carie secondaria o carie sotto una vecchia otturazione, una situazione che non sempre è visibile a occhio nudo e che può richiedere una radiografia per essere diagnosticata correttamente.
In altri casi il dolore al caldo o al freddo può dipendere da un piccolo distacco tra otturazione e dente, da una microfrattura, da una parete dentale rimasta troppo sottile o da una ricostruzione molto profonda e vicina alla polpa, cioè al “nervo” del dente.
Il tipo di sensibilità può dare indicazioni importanti: un fastidio breve e provocato solo dal freddo può avere un significato diverso rispetto a un dolore intenso, spontaneo o prolungato dopo lo stimolo. Per questo è fondamentale eseguire una valutazione clinica e, quando necessario, radiografica.
Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo a Firenze valutiamo sempre se il dente può essere trattato in modo conservativo, sostituendo la vecchia otturazione o proteggendo la struttura dentale residua, oppure se il problema coinvolge più profondamente la polpa e richiede una terapia diversa.
Se senti caldo o freddo sotto una vecchia otturazione e cerchi un dentista a Firenze per capire se si tratta di carie, infiltrazione o semplice sensibilità dentale, prenota un controllo: intervenire presto può spesso evitare cure più invasive.
L’assenza di dolore non significa necessariamente che la bocca sia in salute. Molti problemi dentali, come la carie, la malattia parodontale o alcune infezioni croniche, possono evolvere per mesi senza provocare sintomi evidenti.
Aspettare “per vedere cosa succede” può sembrare una scelta prudente, ma spesso porta all’effetto opposto: il problema peggiora, la terapia diventa più complessa e aumentano tempi, costi e invasività delle cure. Una piccola carie, se intercettata presto, può essere trattata con una cura conservativa semplice; se trascurata, può arrivare alla polpa del dente e rendere necessaria una devitalizzazione o, nei casi più gravi, l’estrazione.
Lo stesso vale per la parodontite, spesso chiamata anche piorrea: nelle fasi iniziali può non dare dolore, ma può causare perdita di osso, mobilità dentale e recessioni gengivali se non viene diagnosticata e controllata in tempo.
Esistono poi condizioni meno frequenti, come alcuni riassorbimenti interni o esterni del dente, che possono non dare fastidio ma risultano curabili in modo più efficace solo se intercettate precocemente.
Per questo è importante non usare il dolore come unico campanello d’allarme. I controlli periodici dal proprio dentista a Firenze permettono di individuare eventuali problemi prima che diventino urgenze.
Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, studio dentistico a Firenze, lavoriamo con un approccio orientato alla prevenzione e alla minima invasività: diagnosticare presto significa spesso curare meno, meglio e in modo più conservativo.
Se non hai dolore ma è passato molto tempo dall’ultimo controllo, prenotare una visita dal dentista può essere il modo più semplice per evitare problemi più seri in futuro.
Se dopo una caduta o un colpo i denti anteriori di tuo figlio si muovono leggermente, è importante prenotare una valutazione dal dentista il prima possibile. Anche quando il trauma sembra lieve e il bambino non riferisce molto dolore, possono esserci conseguenze che non sono immediatamente visibili.
Il dentista dovrà verificare se sono presenti fratture del dente, lesioni della gengiva, mobilità aumentata, alterazioni dell’occlusione o segni di danno alla polpa dentale, cioè al “nervo” del dente. In alcuni casi può essere necessario eseguire una radiografia per valutare anche la radice e l’osso circostante.
Nei traumi dentali dei bambini, i controlli nel tempo sono fondamentali. I test di vitalità della polpa, infatti, non sempre danno risposte definitive subito dopo il trauma: alcune conseguenze possono comparire anche a distanza di settimane o mesi, come cambiamento di colore del dente, dolore, gonfiore, ascesso o perdita di vitalità.
Quando possibile, soprattutto nei bambini e nei ragazzi ancora in crescita, l’obiettivo è mantenere vivo il dente e preservare la polpa dentale. Questo è particolarmente importante se la radice non è ancora completamente formata, perché la vitalità della polpa contribuisce al corretto sviluppo della radice.
Se invece compaiono dolore persistente, infezione, ascesso o gonfiore, può rendersi necessaria una terapia endodontica, conosciuta anche come devitalizzazione o cura canalare. La scelta dipende sempre dall’età del bambino, dal tipo di trauma, dalla maturità della radice e dalla risposta del dente nel tempo.
Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, dentista a Firenze, valutiamo i traumi dentali con attenzione, cercando quando possibile soluzioni conservative e rispettose dei tessuti naturali.
In caso di trauma dentale nei bambini, non aspettare che compaia dolore: una valutazione precoce da un dentista a Firenze può aiutare a proteggere il dente e prevenire complicanze future.
Un dolore molto intenso, diffuso, difficile da localizzare e che sembra coinvolgere più denti può essere il segnale di una pulpite, cioè un’infiammazione della polpa dentale, la parte interna del dente dove si trovano nervi e vasi sanguigni.
Il dolore da pulpite è spesso profondo, pulsante, difficile da sopportare e può aumentare con il caldo, il freddo o quando ci si sdraia. A volte il paziente non riesce a capire quale sia il dente responsabile, perché il dolore può irradiarsi alla mandibola, alla mascella, all’orecchio o alla tempia.
In questi casi è importante rivolgersi rapidamente a un dentista a Firenze o al proprio odontoiatra di fiducia. Solo una visita accurata, associata quando necessario a test di vitalità e radiografie, permette di individuare il dente corretto ed evitare trattamenti inutili o sul dente sbagliato.
La pulpite può derivare da una carie profonda, da una vecchia otturazione infiltrata, da una frattura dentale o da un trauma. Se non trattata, può evolvere verso la necrosi della polpa e causare complicanze come ascesso dentale, gonfiore, febbre o dolore alla masticazione.
La terapia, quando la pulpite è irreversibile, è generalmente il trattamento endodontico, conosciuto anche come devitalizzazione o cura canalare. In alcuni casi, però, un dolore simile al mal di denti può essere causato anche da altre condizioni, come una sinusite mascellare. Per questo la diagnosi è fondamentale.
Nell’attesa della visita, la gestione del dolore deve essere sempre prudente: eventuali farmaci antidolorifici o antinfiammatori devono essere assunti solo se già tollerati dal paziente e, nei casi più intensi o complessi, su indicazione del medico o dell’odontoiatra. È meglio evitare automedicazioni aggressive o antibiotici presi senza prescrizione, perché il dolore da pulpite non sempre richiede antibiotico e la causa reale va trattata dal dentista.
Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, studio dentistico a Firenze, valutiamo il dolore dentale acuto con l’obiettivo di individuare rapidamente la causa e risolvere il problema nel modo più conservativo possibile.
Se hai un dolore fortissimo ai denti e non riesci a capire da dove provenga, contatta lo studio: in caso di urgenza dentale a Firenze, anche MIA può raccogliere la tua richiesta e aiutarti a trovare il modo più rapido per essere ricontattato.
Si tratta probabilmente del classico dolore da “dente del giudizio”, ovvero la cosiddetta pericoronite o pericoronarite.
In caso di pericoronite o pericoronarite i sintomi diffusi possono essere sicuramente gonfiore, rossore e dolore alla gengiva. Inoltre potranno verificarsi altri sintomi come: alitosi, difficoltà di masticazione e deglutizione, produzione di pus e gonfiore dei linfonodi del collo.
Come intervenire?
Di solito, in fase acuta, si agisce con antibiotici, antinfiammatori e cura dell’igiene della bocca.
Gli antibiotici (generalmente amoxicillina associata o meno ad acido clavulanico oppure macrolidi nel caso di soggetti allergici) iniziano ad agire di solito entro 48/72 e non hanno alcun effetto antidolorifico.
Il controllo del dolore può essere effettuato con paracetamolo e FANS in caso di dolore di intensità lieve o moderata; nei casi di dolore intenso e ingestibile, possono essere necessari oppiacei come la codeina. Si tratta ovviamente di farmaci che richiedono una prescrizione medica.
Importantissima la riduzione della carica batterica del cavo orale da effettuarsi spazzolando bene tutti i denti e la lingua ed eseguendo sciacqui, almeno 3 volte al giorno, con un colluttorio a base di clorexIdina allo 0.2%.
La soluzione definitiva alla pericoronite è invece l’estrazione del dente stesso.
Una frattura radicolare è una frattura che interessa la radice del dente. È una diagnosi delicata perché la possibilità di salvare il dente dipende da diversi fattori: posizione della frattura, profondità, direzione, presenza di infezione, mobilità del dente, quantità di osso residuo e stato generale della bocca.
In molti casi, soprattutto quando la frattura è verticale e coinvolge in modo importante la radice, l’estrazione può essere la soluzione più prevedibile. Questo perché la frattura può permettere ai batteri di penetrare in profondità, causando infezione, perdita di osso, dolore alla masticazione, ascessi o fistole gengivali.
Tuttavia, non tutte le fratture sono uguali. Alcune situazioni richiedono una valutazione molto attenta prima di decidere. In casi selezionati, se la frattura è limitata, se il dente ha più radici o se il danno è localizzato, il dentista può valutare strategie conservative o trattamenti mirati per mantenere il dente il più a lungo possibile.
Per questo motivo, prima di estrarre un dente, è importante eseguire una diagnosi accurata. Una visita clinica, radiografie mirate e, quando necessario, esami tridimensionali come la CBCT possono aiutare a capire se il dente è davvero irrecuperabile o se esiste una possibilità concreta di conservarlo.
Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, dentista a Firenze, valutiamo sempre con attenzione la prognosi del dente prima di proporre un’estrazione. Il nostro approccio è orientato alla minima invasività: non significa salvare un dente “a tutti i costi”, ma evitare estrazioni premature quando esiste una soluzione ragionevole e biologicamente sensata.
Se il dente non può essere mantenuto, sarà comunque possibile pianificare una sostituzione con soluzioni come impianto dentale, ponte o altra riabilitazione protesica, valutando il caso in modo personalizzato.
Se ti è stata diagnosticata una frattura radicolare e vuoi capire se il dente può essere salvato, prenota una valutazione presso il nostro studio dentistico a Firenze: una diagnosi precisa è il primo passo per scegliere la soluzione più corretta.
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