FAQ ed emergenze dentali: cosa fare in caso di dolore, gonfiore o trauma

Una guida dello Studio Dr. Gennaro Di Marzo, dentista a Firenze, per orientarsi davanti ai principali problemi odontoiatrici: mal di denti, ascesso, dente rotto, capsula staccata, trauma dentale, gengiva gonfia o dolore al dente del giudizio.

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Hai un urgenza odontoiatrica?

Questa pagina ti aiuta a riconoscere alcune delle situazioni più frequenti: dolore improvviso, gonfiore, trauma dentale, capsula staccata, sanguinamento gengivale o fastidio al dente del giudizio.

Le informazioni che trovi qui non sostituiscono una visita odontoiatrica, ma possono aiutarti a capire quando è opportuno contattare lo studio e con quale priorità.

In caso di gonfiore importante del viso, febbre, difficoltà ad aprire la bocca, deglutire o respirare, è necessario rivolgersi rapidamente a un medico o al pronto soccorso.

01
Vale la pena salvare a tutti i costi un dente?

Quando possibile, salvare un dente naturale è quasi sempre la scelta migliore. Un dente naturale, se recuperabile in modo prevedibile, conserva infatti una funzione, una sensibilità e un’integrazione biologica che nessuna soluzione protesica può replicare perfettamente.

La perdita di un dente non dovrebbe mai essere sottovalutata. Oltre ai problemi di masticazione ed estetica, lo spazio lasciato vuoto può provocare nel tempo lo spostamento progressivo degli altri denti: il dente antagonista può estrudere, cioè “scendere” o “salire” verso lo spazio libero, mentre i denti vicini possono inclinarsi o migrare. Questo può alterare l’equilibrio dell’occlusione e rendere più complessa una futura riabilitazione.

Quando un dente viene perso, oggi esistono diverse possibilità per sostituirlo: un ponte dentale fisso, un impianto dentale o, in alcuni casi, una protesi rimovibile. Sono soluzioni che possono restituire funzione, estetica e stabilità, ma rappresentano comunque una sostituzione di ciò che è stato perso.

Per questo, nello Studio Dr. Gennaro Di Marzo a Firenze, valutiamo sempre con attenzione se un dente può essere conservato attraverso cure conservative, devitalizzazioni, ricostruzioni o terapie parodontali. L’obiettivo non è “salvare a tutti i costi”, ma salvare quando ha senso clinico farlo, evitando trattamenti inutili su denti ormai compromessi e, allo stesso tempo, evitando estrazioni premature quando esiste una possibilità concreta di recupero.

In sintesi: sì, vale la pena salvare un dente naturale quando la prognosi è buona o ragionevole. La scelta corretta nasce sempre da una diagnosi accurata e da una valutazione personalizzata.

02
Perchè sento caldo o freddo sotto una vecchia otturazione?

La sensibilità al caldo, al freddo, agli zuccheri o alle sostanze acide è uno dei motivi più frequenti per cui si prenota una visita dal dentista. Quando il fastidio riguarda un dente già curato o ricostruito, è importante non sottovalutarlo.

Una vecchia otturazione, infatti, non rende il dente “immune” dalla carie. I batteri possono infiltrarsi lungo i bordi della ricostruzione e raggiungere progressivamente gli strati più profondi del dente. In questi casi si parla spesso di carie secondaria o carie sotto una vecchia otturazione, una situazione che non sempre è visibile a occhio nudo e che può richiedere una radiografia per essere diagnosticata correttamente.

In altri casi il dolore al caldo o al freddo può dipendere da un piccolo distacco tra otturazione e dente, da una microfrattura, da una parete dentale rimasta troppo sottile o da una ricostruzione molto profonda e vicina alla polpa, cioè al “nervo” del dente.

Il tipo di sensibilità può dare indicazioni importanti: un fastidio breve e provocato solo dal freddo può avere un significato diverso rispetto a un dolore intenso, spontaneo o prolungato dopo lo stimolo. Per questo è fondamentale eseguire una valutazione clinica e, quando necessario, radiografica.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo a Firenze valutiamo sempre se il dente può essere trattato in modo conservativo, sostituendo la vecchia otturazione o proteggendo la struttura dentale residua, oppure se il problema coinvolge più profondamente la polpa e richiede una terapia diversa.

Se senti caldo o freddo sotto una vecchia otturazione e cerchi un dentista a Firenze per capire se si tratta di carie, infiltrazione o semplice sensibilità dentale, prenota un controllo: intervenire presto può spesso evitare cure più invasive.

03
Se non ho mal di denti, posso aspettare prima di andare dal dentista?

L’assenza di dolore non significa necessariamente che la bocca sia in salute. Molti problemi dentali, come la carie, la malattia parodontale o alcune infezioni croniche, possono evolvere per mesi senza provocare sintomi evidenti.

Aspettare “per vedere cosa succede” può sembrare una scelta prudente, ma spesso porta all’effetto opposto: il problema peggiora, la terapia diventa più complessa e aumentano tempi, costi e invasività delle cure. Una piccola carie, se intercettata presto, può essere trattata con una cura conservativa semplice; se trascurata, può arrivare alla polpa del dente e rendere necessaria una devitalizzazione o, nei casi più gravi, l’estrazione.

Lo stesso vale per la parodontite, spesso chiamata anche piorrea: nelle fasi iniziali può non dare dolore, ma può causare perdita di osso, mobilità dentale e recessioni gengivali se non viene diagnosticata e controllata in tempo.

Esistono poi condizioni meno frequenti, come alcuni riassorbimenti interni o esterni del dente, che possono non dare fastidio ma risultano curabili in modo più efficace solo se intercettate precocemente.

Per questo è importante non usare il dolore come unico campanello d’allarme. I controlli periodici dal proprio dentista a Firenze permettono di individuare eventuali problemi prima che diventino urgenze.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, studio dentistico a Firenze, lavoriamo con un approccio orientato alla prevenzione e alla minima invasività: diagnosticare presto significa spesso curare meno, meglio e in modo più conservativo.

Se non hai dolore ma è passato molto tempo dall’ultimo controllo, prenotare una visita dal dentista può essere il modo più semplice per evitare problemi più seri in futuro.

04
In seguito ad un trauma, i denti anteriori di mio figlio si muovono leggermente... Che succede?

Se dopo una caduta o un colpo i denti anteriori di tuo figlio si muovono leggermente, è importante prenotare una valutazione dal dentista il prima possibile. Anche quando il trauma sembra lieve e il bambino non riferisce molto dolore, possono esserci conseguenze che non sono immediatamente visibili.

Il dentista dovrà verificare se sono presenti fratture del dente, lesioni della gengiva, mobilità aumentata, alterazioni dell’occlusione o segni di danno alla polpa dentale, cioè al “nervo” del dente. In alcuni casi può essere necessario eseguire una radiografia per valutare anche la radice e l’osso circostante.

Nei traumi dentali dei bambini, i controlli nel tempo sono fondamentali. I test di vitalità della polpa, infatti, non sempre danno risposte definitive subito dopo il trauma: alcune conseguenze possono comparire anche a distanza di settimane o mesi, come cambiamento di colore del dente, dolore, gonfiore, ascesso o perdita di vitalità.

Quando possibile, soprattutto nei bambini e nei ragazzi ancora in crescita, l’obiettivo è mantenere vivo il dente e preservare la polpa dentale. Questo è particolarmente importante se la radice non è ancora completamente formata, perché la vitalità della polpa contribuisce al corretto sviluppo della radice.

Se invece compaiono dolore persistente, infezione, ascesso o gonfiore, può rendersi necessaria una terapia endodontica, conosciuta anche come devitalizzazione o cura canalare. La scelta dipende sempre dall’età del bambino, dal tipo di trauma, dalla maturità della radice e dalla risposta del dente nel tempo.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, dentista a Firenze, valutiamo i traumi dentali con attenzione, cercando quando possibile soluzioni conservative e rispettose dei tessuti naturali.

In caso di trauma dentale nei bambini, non aspettare che compaia dolore: una valutazione precoce da un dentista a Firenze può aiutare a proteggere il dente e prevenire complicanze future.

05
Ho un dolore fortissimo e non riesco a capire quale dente sia. Potrebbe essere una pulpite?

Un dolore molto intenso, diffuso, difficile da localizzare e che sembra coinvolgere più denti può essere il segnale di una pulpite, cioè un’infiammazione della polpa dentale, la parte interna del dente dove si trovano nervi e vasi sanguigni.

Il dolore da pulpite è spesso profondo, pulsante, difficile da sopportare e può aumentare con il caldo, il freddo o quando ci si sdraia. A volte il paziente non riesce a capire quale sia il dente responsabile, perché il dolore può irradiarsi alla mandibola, alla mascella, all’orecchio o alla tempia.

In questi casi è importante rivolgersi rapidamente a un dentista a Firenze o al proprio odontoiatra di fiducia. Solo una visita accurata, associata quando necessario a test di vitalità e radiografie, permette di individuare il dente corretto ed evitare trattamenti inutili o sul dente sbagliato.

La pulpite può derivare da una carie profonda, da una vecchia otturazione infiltrata, da una frattura dentale o da un trauma. Se non trattata, può evolvere verso la necrosi della polpa e causare complicanze come ascesso dentale, gonfiore, febbre o dolore alla masticazione.

La terapia, quando la pulpite è irreversibile, è generalmente il trattamento endodontico, conosciuto anche come devitalizzazione o cura canalare. In alcuni casi, però, un dolore simile al mal di denti può essere causato anche da altre condizioni, come una sinusite mascellare. Per questo la diagnosi è fondamentale.

Nell’attesa della visita, la gestione del dolore deve essere sempre prudente: eventuali farmaci antidolorifici o antinfiammatori devono essere assunti solo se già tollerati dal paziente e, nei casi più intensi o complessi, su indicazione del medico o dell’odontoiatra. È meglio evitare automedicazioni aggressive o antibiotici presi senza prescrizione, perché il dolore da pulpite non sempre richiede antibiotico e la causa reale va trattata dal dentista.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, studio dentistico a Firenze, valutiamo il dolore dentale acuto con l’obiettivo di individuare rapidamente la causa e risolvere il problema nel modo più conservativo possibile.

Se hai un dolore fortissimo ai denti e non riesci a capire da dove provenga, contatta lo studio: in caso di urgenza dentale a Firenze, anche MIA può raccogliere la tua richiesta e aiutarti a trovare il modo più rapido per essere ricontattato.

06
Dolore e gengiva gonfia dietro l’ultimo dente: può essere il dente del giudizio?

Si tratta probabilmente del classico dolore da “dente del giudizio”, ovvero la cosiddetta pericoronite o pericoronarite.

In caso di pericoronite o pericoronarite i sintomi diffusi possono essere sicuramente gonfiore, rossore e dolore alla gengiva. Inoltre potranno verificarsi altri sintomi come: alitosi, difficoltà di masticazione e deglutizione, produzione di pus e gonfiore dei linfonodi del collo.

Come intervenire?

Dolore intenso dietro l’ultimo molare, gengiva arrossata, difficoltà ad aprire la bocca o fastidio durante la masticazione possono essere segnali di una pericoronite, chiamata anche pericoronarite. È la classica infiammazione legata al dente del giudizio, soprattutto quando il dente è parzialmente erotto e una parte della gengiva lo ricopre ancora.

In questi casi, sotto il lembo gengivale possono accumularsi batteri e residui alimentari, causando infiammazione, gonfiore e dolore. Oltre alla gengiva arrossata, possono comparire alitosi, cattivo sapore in bocca, difficoltà a masticare o deglutire, pus, dolore irradiato all’orecchio o gonfiore dei linfonodi del collo.

Quando il dolore al dente del giudizio è intenso o si associa a difficoltà ad aprire la bocca, è importante rivolgersi a un dentista a Firenze per una valutazione. Il dentista dovrà capire se si tratta davvero di pericoronite, verificare la posizione del dente del giudizio e valutare se il problema può essere gestito in modo conservativo o se è indicata l’estrazione.

Nella fase acuta può essere necessario controllare l’infiammazione, il dolore e la carica batterica, ma la terapia farmacologica deve essere sempre indicata dal medico o dall’odontoiatra dopo aver valutato il caso. È meglio evitare antibiotici o antidolorifici presi autonomamente, perché non tutte le situazioni richiedono la stessa terapia e il dolore può avere cause diverse.

L’igiene della zona è molto importante: mantenere puliti denti, lingua e gengive può aiutare a ridurre l’accumulo batterico, ma quando la gengiva è molto dolente o gonfia è bene farsi guidare dal dentista o dall’igienista per non peggiorare l’irritazione.

La soluzione definitiva, quando gli episodi si ripetono o il dente del giudizio non ha spazio sufficiente per erompere correttamente, può essere l’estrazione del dente del giudizio. In altri casi, invece, può essere sufficiente monitorare la situazione e gestire l’infiammazione.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, studio dentistico a Firenze, valutiamo il dolore al dente del giudizio con attenzione, cercando di distinguere le situazioni che possono essere controllate da quelle che richiedono un intervento più rapido.

Se hai gengiva gonfia dietro l’ultimo dente, dolore intenso o difficoltà ad aprire la bocca, contatta lo studio: in caso di urgenza dentale a Firenze, MIA può raccogliere la tua richiesta e aiutarti a trovare il modo più rapido per essere ricontattato.

Di solito, in fase acuta, si agisce con antibiotici, antinfiammatori e cura dell’igiene della bocca.

Gli antibiotici (generalmente amoxicillina associata o meno ad acido clavulanico oppure macrolidi nel caso di soggetti allergici) iniziano ad agire di solito entro 48/72 e non hanno alcun effetto antidolorifico.

Il controllo del dolore può essere effettuato con paracetamolo e FANS in caso di dolore di intensità lieve o moderata; nei casi di dolore intenso e ingestibile, possono essere necessari oppiacei come la codeina. Si tratta ovviamente di farmaci che richiedono una prescrizione medica.

Importantissima la riduzione della carica batterica del cavo orale da effettuarsi spazzolando bene tutti i denti e la lingua ed eseguendo sciacqui, almeno 3 volte al giorno, con un colluttorio a base di clorexIdina allo 0.2%.

La soluzione definitiva alla pericoronite è invece l’estrazione del dente stesso.

07
Viso gonfio e forte dolore a un dente: può essere un ascesso dentale?

Gonfiore del viso, dolore intenso in corrispondenza di un dente, gengiva arrossata o sensazione di pressione possono essere segnali di un ascesso dentale, cioè una raccolta di pus causata da un’infezione.

L’ascesso può avere origini diverse. In alcuni casi nasce dalla parte interna del dente, cioè dalla polpa dentale, come conseguenza di una carie profonda, di un trauma, di una frattura o della reinfezione di un dente già devitalizzato. In questo caso si parla spesso di ascesso periapicale. In altri casi l’infezione può partire dai tessuti di supporto del dente, come gengiva e osso, soprattutto in presenza di tasche parodontali: si parla allora di ascesso parodontale.

I sintomi più frequenti sono mal di denti intenso, dolore alla masticazione, gengiva gonfia e arrossata, alitosi, cattivo sapore in bocca, gonfiore del viso, febbre, malessere generale, linfonodi del collo ingrossati e, nei casi più seri, difficoltà ad aprire la bocca.

In presenza di questi sintomi è importante contattare rapidamente un dentista a Firenze o il proprio odontoiatra di fiducia. L’ascesso dentale non va semplicemente “aspettato”, perché l’infezione può estendersi ai tessuti vicini e, soprattutto nei pazienti fragili, può causare complicanze anche importanti.

La terapia dipende dalla causa. Se l’ascesso nasce da un’infezione interna al dente, può essere necessario eseguire una devitalizzazione o ritrattare un dente già devitalizzato. Se invece l’origine è parodontale, può essere necessario intervenire sulla tasca gengivale, rimuovendo placca, tartaro e tessuto infetto. Nei casi in cui il dente sia ormai compromesso, può rendersi necessaria l’estrazione.

La terapia farmacologica, quando indicata, deve essere prescritta dal medico o dall’odontoiatra. Antibiotici, antinfiammatori e antidolorifici non devono essere assunti in autonomia: possono aiutare a controllare la fase acuta, ma non eliminano la causa dell’ascesso. Per risolvere davvero il problema serve sempre una diagnosi e un trattamento odontoiatrico mirato.

Nell’attesa della visita, può essere utile evitare cibi troppo caldi o troppo freddi, masticare dal lato opposto, mantenere una buona igiene orale con delicatezza e non applicare calore senza indicazione professionale. I cosiddetti rimedi naturali, come sciacqui o impacchi, possono al massimo dare un sollievo temporaneo, ma non curano l’ascesso dentale e non devono ritardare il contatto con il dentista.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, studio dentistico a Firenze, valutiamo le urgenze legate ad ascesso, gonfiore e dolore dentale con l’obiettivo di individuare rapidamente la causa e scegliere la soluzione più corretta e conservativa possibile.

Se hai il viso gonfio, forte dolore a un dente, febbre o difficoltà ad aprire la bocca, contatta lo studio: in caso di emergenza dentale a Firenze, MIA può raccogliere la tua richiesta e aiutarti a trovare il modo più rapido per essere ricontattato.

08
Frattura radicolare: il dente deve essere sempre estratto?

Una frattura radicolare è una frattura che interessa la radice del dente. È una diagnosi delicata perché la possibilità di salvare il dente dipende da diversi fattori: posizione della frattura, profondità, direzione, presenza di infezione, mobilità del dente, quantità di osso residuo e stato generale della bocca.

In molti casi, soprattutto quando la frattura è verticale e coinvolge in modo importante la radice, l’estrazione può essere la soluzione più prevedibile. Questo perché la frattura può permettere ai batteri di penetrare in profondità, causando infezione, perdita di osso, dolore alla masticazione, ascessi o fistole gengivali.

Tuttavia, non tutte le fratture sono uguali. Alcune situazioni richiedono una valutazione molto attenta prima di decidere. In casi selezionati, se la frattura è limitata, se il dente ha più radici o se il danno è localizzato, il dentista può valutare strategie conservative o trattamenti mirati per mantenere il dente il più a lungo possibile.

Per questo motivo, prima di estrarre un dente, è importante eseguire una diagnosi accurata. Una visita clinica, radiografie mirate e, quando necessario, esami tridimensionali come la CBCT possono aiutare a capire se il dente è davvero irrecuperabile o se esiste una possibilità concreta di conservarlo.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, dentista a Firenze, valutiamo sempre con attenzione la prognosi del dente prima di proporre un’estrazione. Il nostro approccio è orientato alla minima invasività: non significa salvare un dente “a tutti i costi”, ma evitare estrazioni premature quando esiste una soluzione ragionevole e biologicamente sensata.

Se il dente non può essere mantenuto, sarà comunque possibile pianificare una sostituzione con soluzioni come impianto dentale, ponte o altra riabilitazione protesica, valutando il caso in modo personalizzato.

Se ti è stata diagnosticata una frattura radicolare e vuoi capire se il dente può essere salvato, prenota una valutazione presso il nostro studio dentistico a Firenze: una diagnosi precisa è il primo passo per scegliere la soluzione più corretta.

09
Capsula o corona dentale staccata: cosa fare?

Se si è staccata una capsula dentale, una corona o una piccola protesi fissa, la prima cosa da fare è conservarla con attenzione e contattare il dentista per una valutazione. Anche se non senti dolore, è importante non aspettare troppo: il dente sottostante potrebbe essere più fragile, esposto alla saliva, sensibile o a rischio di carie e frattura.

Evita di riattaccare la capsula con colle domestiche, adesivi non specifici o soluzioni improvvisate. Questi materiali possono irritare i tessuti, danneggiare il dente o rendere più difficile la successiva ricementazione professionale.

Se la corona rientra perfettamente in posizione ma non è stabile, fai attenzione: potrebbe staccarsi di nuovo durante la masticazione, con il rischio di ingerirla o aspirarla accidentalmente. Per questo è meglio non usarla per mangiare e portarla con sé alla visita.

Il dentista dovrà verificare diversi aspetti: se il dente pilastro è integro, se c’è carie sotto la vecchia corona, se la capsula può essere ricementata o se è necessario rifarla. In alcuni casi la soluzione è semplice e rapida; in altri, invece, il distacco può essere il segnale di un problema più profondo, come infiltrazione, frattura del dente o perdita di stabilità del moncone.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, dentista a Firenze, valutiamo sempre se è possibile recuperare la corona esistente o se sia più corretto pianificare una nuova soluzione protesica, con attenzione alla funzione, all’estetica e alla conservazione dei tessuti dentali residui.

Se ti si è staccata una capsula o una corona e cerchi un dentista a Firenze, contatta lo studio: in caso di urgenza dentale, MIA può raccogliere la tua richiesta e aiutarti a trovare il modo più rapido per essere ricontattato.

09
Granuloma su un dente già devitalizzato: perché rifare la cura canalare se non ho dolore?

Un dente già devitalizzato può avere un problema anche se non fa male. In alcuni casi, infatti, una vecchia cura canalare può non sigillare più correttamente il dente o può essere stata incompleta rispetto all’anatomia dei canali. Questo può permettere ai batteri di rimanere o rientrare all’interno della radice, provocando nel tempo una reazione infiammatoria nell’osso: il cosiddetto granuloma dentale.

Il granuloma non è un tumore, ma una risposta dell’organismo che cerca di limitare l’infezione intorno all’apice della radice. Proprio perché spesso cresce lentamente, può rimanere silenzioso per molto tempo e non dare sintomi. Per questo molti pazienti scoprono di avere un granuloma solo durante una radiografia di controllo.

Anche in assenza di dolore, però, il problema non va ignorato. Una lesione infiammatoria intorno alla radice può ingrandirsi, riacutizzarsi improvvisamente con dolore, gonfiore o ascesso dentale e, nei casi più avanzati, compromettere la possibilità di conservare il dente.

Il ritrattamento canalare, cioè il rifacimento della devitalizzazione, può essere indicato quando la radiografia mostra una lesione, quando la vecchia cura canalare appare incompleta o non più adeguata, oppure quando il dente deve essere ricostruito con un nuovo restauro, una corona o un ponte. In questi casi è corretto verificare prima che la radice sia ben trattata, per evitare di costruire una nuova riabilitazione sopra un problema infettivo non risolto.

Non tutti i denti con vecchie devitalizzazioni devono essere ritrattati. La decisione dipende dalla presenza di sintomi, dall’aspetto radiografico, dalla qualità della precedente cura canalare, dalla dimensione del granuloma e dal progetto protesico complessivo.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, studio dentistico a Firenze, valutiamo ogni caso con attenzione, cercando di capire se il dente può essere mantenuto e se il ritrattamento canalare rappresenta davvero la scelta più utile per conservarlo nel tempo.

Se ti è stato diagnosticato un granuloma dentale e cerchi un dentista a Firenze per capire se rifare la cura canalare, prenota una valutazione: anche un dente che non fa male può avere bisogno di essere trattato per evitare complicanze future.

10
Ho perso un’otturazione: cosa devo fare?

Se hai perso un’otturazione, è importante non ignorare il problema, anche se il dente non fa male. La perdita di una ricostruzione può lasciare scoperta una parte del dente più fragile e sensibile, esponendola a batteri, residui alimentari, carie secondaria o fratture.

Nell’attesa della visita, evita di masticare da quel lato, soprattutto cibi duri, appiccicosi o molto freddi. Mantieni la zona pulita con una corretta igiene orale, senza usare oggetti appuntiti o strumenti improvvisati per “pulire il buco”. Se l’otturazione si è staccata intera, puoi conservarla e portarla con te, anche se nella maggior parte dei casi sarà necessario eseguire una nuova ricostruzione.

La perdita di un’otturazione può dipendere da diversi fattori: carie sotto la vecchia ricostruzione, usura del materiale, frattura di una parete dentale, bruxismo o infiltrazione marginale. Per questo il dentista dovrà valutare se sia sufficiente rifare l’otturazione o se il dente abbia bisogno di una protezione maggiore, come un intarsio o una corona, soprattutto quando la struttura residua è molto ridotta.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, dentista a Firenze, valutiamo sempre il modo più conservativo per recuperare il dente, cercando di preservare più tessuto sano possibile e intervenire prima che il problema diventi più complesso.

Se hai perso un’otturazione e cerchi un dentista a Firenze, contatta lo studio: MIA può raccogliere la tua richiesta e aiutarti a trovare il modo più rapido per essere ricontattato.

11
Mi si è rotto un dente mentre mangiavo: è urgente?

Se un dente si rompe mentre mastichi, è importante prenotare una valutazione dal dentista anche se il dolore non è immediato. Una frattura dentale può interessare solo una piccola porzione di smalto, ma può anche coinvolgere più profondamente la dentina, la polpa o la radice.

Quando il dente rotto provoca dolore al freddo, al caldo, alla masticazione o al contatto con la lingua, è possibile che la frattura abbia esposto una parte sensibile del dente. In altri casi il fastidio può essere minimo, ma il dente può comunque essere più fragile e rischiare di rompersi ulteriormente.

Nell’attesa della visita, evita di masticare dal lato interessato, soprattutto cibi duri o croccanti. Se hai recuperato il frammento, conservalo e portalo con te: in alcuni casi può essere utile per valutare meglio il tipo di frattura.

La terapia dipende dall’estensione del danno. Una piccola frattura può essere corretta con una ricostruzione in composito; una perdita più estesa può richiedere un intarsio, una corona o, se il nervo è coinvolto, una devitalizzazione. Nei casi più gravi, quando la frattura arriva in profondità sotto la gengiva o interessa la radice, può essere necessario valutare anche l’estrazione.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, dentista a Firenze, valutiamo i denti rotti con un approccio conservativo, cercando quando possibile di recuperare il dente naturale e proteggere la struttura residua.

Se ti si è rotto un dente e cerchi un dentista a Firenze, contatta lo studio: MIA può raccogliere la tua richiesta e aiutarti a capire come procedere.

12
Ho sanguinamento dalle gengive: devo preoccuparmi?

Il sanguinamento gengivale non dovrebbe essere considerato normale, soprattutto se si ripete spesso durante lo spazzolamento, l’uso del filo interdentale o spontaneamente. Anche se non c’è dolore, può essere il segnale di un’infiammazione delle gengive.

La causa più frequente è la gengivite, cioè un’infiammazione superficiale legata all’accumulo di placca batterica. Se intercettata presto, può essere controllata con una corretta igiene orale professionale e domiciliare. Se invece viene trascurata, in alcuni pazienti può evolvere verso una forma più profonda: la parodontite, conosciuta anche come piorrea.

La parodontite può causare perdita di osso intorno ai denti, recessioni gengivali, mobilità dentale e, nei casi più avanzati, perdita degli elementi dentari. Il problema è che spesso non provoca dolore nelle fasi iniziali, per cui il sanguinamento può essere uno dei primi segnali da non ignorare.

Il sanguinamento può dipendere anche da spazzolamento traumatico, uso scorretto del filo, farmaci, cambiamenti ormonali o altre condizioni generali. Per questo è importante una valutazione personalizzata.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, studio dentistico a Firenze, la prevenzione e il controllo della salute gengivale sono parte centrale del nostro approccio. Una diagnosi precoce permette spesso di intervenire in modo semplice, evitando trattamenti più complessi in futuro.

Se hai gengive che sanguinano e cerchi un dentista a Firenze o un’igiene dentale professionale a Firenze, prenota un controllo: il sanguinamento è un segnale da ascoltare, non da normalizzare.

13
Ho un dente che si muove: cosa può significare?

Un dente che si muove in un adulto non dovrebbe mai essere sottovalutato. La mobilità dentale può avere cause diverse e solo una visita dal dentista permette di capire se si tratta di un problema temporaneo, infiammatorio, traumatico o parodontale.

Una delle cause più frequenti è la parodontite, una malattia infiammatoria che colpisce i tessuti di supporto del dente: gengiva, legamento parodontale e osso. Quando l’osso intorno al dente si riduce, il dente può iniziare a muoversi.

In altri casi la mobilità può dipendere da un trauma, da un contatto occlusale eccessivo, dal bruxismo, da un’infezione, da un ascesso o da una frattura della radice. Anche un dente già devitalizzato o ricostruito può diventare mobile se il supporto parodontale è compromesso o se esiste un problema strutturale.

Il fatto che il dente si muova non significa necessariamente che debba essere estratto. In alcuni casi, se la diagnosi è precoce, è possibile stabilizzare la situazione attraverso terapia parodontale, controllo dell’infiammazione, igiene professionale mirata, correzione dei contatti traumatici o altri trattamenti specifici.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, dentista a Firenze, valutiamo la mobilità dentale con attenzione, cercando quando possibile di conservare il dente naturale e trattare la causa del problema.

Se hai un dente che si muove e cerchi un dentista a Firenze, prenota una visita: intervenire presto può fare la differenza tra conservare e perdere un dente.

14
Ho dolore dopo una cura dentale: è normale?

Un certo fastidio dopo una cura dentale può essere normale, soprattutto se il dente era già infiammato, se la carie era profonda o se è stata eseguita una ricostruzione estesa. Nei giorni successivi al trattamento, il dente può risultare più sensibile alla masticazione, al freddo o al contatto.

Tuttavia, non tutti i dolori dopo una cura devono essere considerati normali. Se il dolore aumenta con il passare dei giorni, diventa pulsante, compare spontaneamente, disturba il sonno o si associa a gonfiore, è consigliabile contattare il dentista.

A volte il fastidio può dipendere da un piccolo precontatto, cioè da una ricostruzione leggermente “alta” che fa toccare il dente prima degli altri durante la chiusura. In altri casi può essere il segnale che la carie era molto vicina alla polpa e che il dente sta reagendo con un’infiammazione più importante.

La valutazione del dentista serve proprio a distinguere un normale periodo di adattamento da una complicanza da trattare. Per questo è importante descrivere bene il tipo di dolore: quando compare, quanto dura, se è provocato dal freddo o dal caldo, se peggiora masticando o se compare spontaneamente.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, studio dentistico a Firenze, seguiamo i pazienti anche dopo le cure, perché il controllo dei sintomi fa parte del percorso terapeutico e della qualità del trattamento.

Se hai dolore dopo una cura dentale e cerchi un dentista a Firenze, contatta lo studio: MIA può raccogliere la tua richiesta e aiutarti a capire se è opportuno un controllo.

15
Ho dolore dopo una devitalizzazione: quando devo preoccuparmi?

Dopo una devitalizzazione è possibile avvertire fastidio o dolore alla masticazione per alcuni giorni. Il dente è stato trattato in profondità e i tessuti intorno alla radice possono rimanere sensibili durante la fase di guarigione.

Un dolore lieve o moderato, soprattutto quando si mastica o si tocca il dente, può quindi rientrare nel normale decorso post-operatorio. In genere tende a ridursi progressivamente. È invece opportuno contattare il dentista se il dolore aumenta, se compare gonfiore, se il dente sembra “alto” quando chiudi la bocca, se compare febbre o se il fastidio non migliora con il passare dei giorni.

In alcuni casi il dolore dopo una devitalizzazione può dipendere da un’infiammazione dei tessuti periapicali, da un precontatto occlusale, da un’infezione preesistente molto importante o, più raramente, da problemi anatomici complessi dei canali radicolari.

È importante ricordare che una devitalizzazione non termina sempre con la sola cura canalare: spesso il dente deve essere ricostruito e protetto correttamente, soprattutto se ha perso molta struttura. Un dente devitalizzato fragile e non adeguatamente restaurato può essere più esposto a fratture.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, dentista a Firenze, valutiamo non solo la cura canalare, ma anche la ricostruzione successiva, perché conservare un dente devitalizzato significa proteggerlo nel tempo.

Se hai dolore dopo una devitalizzazione e cerchi un dentista a Firenze, contatta lo studio: un controllo permette di capire se il decorso è normale o se serve intervenire.

16
Ho dolore o fastidio con apparecchio o allineatore: cosa devo fare?

Un leggero fastidio con apparecchio ortodontico o allineatori trasparenti può essere normale, soprattutto nei primi giorni dopo l’attivazione, il cambio mascherina o l’applicazione di nuovi attachment. Il movimento dentale genera una pressione controllata e i denti possono risultare più sensibili alla masticazione.

Diverso è il caso di dolore intenso, ferite persistenti, un attacco che si stacca, un filo che punge, una mascherina che non calza correttamente o un allineatore che crea un’irritazione importante. In queste situazioni è meglio contattare lo studio per ricevere indicazioni.

Se porti allineatori trasparenti, evita di modificarli da solo tagliandoli o limandoli in modo eccessivo. Se una mascherina non entra più correttamente, potrebbe essere necessario verificare se i denti stanno seguendo il movimento programmato o se è opportuno tornare temporaneamente alla mascherina precedente, ma questa decisione deve essere guidata dall’ortodontista.

Se hai un apparecchio fisso e un filo irrita la guancia o la gengiva, puoi proteggere temporaneamente la zona con cera ortodontica, se disponibile, ma è comunque utile avvisare lo studio se il fastidio non si risolve.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, studio dentistico a Firenze, seguiamo percorsi di ortodonzia e allineatori trasparenti con attenzione al comfort del paziente, perché un trattamento efficace deve essere anche sostenibile nella vita quotidiana.

Se hai dolore con apparecchio o allineatore e cerchi un dentista a Firenze o un ortodontista a Firenze, contatta lo studio: MIA può raccogliere la richiesta e aiutarti a ricevere le indicazioni più adatte.

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Mi si è scheggiata una faccetta o una ricostruzione estetica: cosa devo fare?

Se si scheggia una faccetta, una ricostruzione in composito o un restauro estetico, è importante non tentare riparazioni fai-da-te. Anche quando il danno sembra solo estetico, il dente sottostante o il margine del restauro potrebbero essere esposti e diventare più sensibili o più difficili da mantenere puliti.

La prima cosa da fare è evitare di mordere cibi duri con quel dente e conservare eventuali frammenti, se disponibili. Una visita dal dentista permette di capire se la scheggiatura riguarda solo il materiale estetico o se coinvolge anche il dente naturale.

Nel caso di una ricostruzione in composito, spesso è possibile lucidare, integrare o riparare il restauro in modo relativamente semplice. Nel caso di una faccetta in ceramica, invece, bisogna valutare l’estensione della scheggiatura, l’adesione residua e l’estetica complessiva: in alcuni casi è possibile una riparazione, in altri può essere necessario rifare la faccetta.

Le cause possono essere diverse: trauma, bruxismo, masticazione di cibi molto duri, usura, vecchi restauri o alterazioni dell’occlusione. Per questo non basta riparare il difetto visibile: è importante capire perché si è verificato.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, dentista estetico a Firenze, valutiamo le scheggiature di faccette e ricostruzioni con attenzione all’estetica, alla funzione e alla conservazione del dente naturale.

Se hai una faccetta scheggiata o una ricostruzione estetica rotta e cerchi un dentista estetico a Firenze, contatta lo studio: ti aiuteremo a capire se è possibile una riparazione o se serve una nuova soluzione.

Se hai un apparecchio fisso e un filo irrita la guancia o la gengiva, puoi proteggere temporaneamente la zona con cera ortodontica, se disponibile, ma è comunque utile avvisare lo studio se il fastidio non si risolve.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, studio dentistico a Firenze, seguiamo percorsi di ortodonzia e allineatori trasparenti con attenzione al comfort del paziente, perché un trattamento efficace deve essere anche sostenibile nella vita quotidiana.

Se hai dolore con apparecchio o allineatore e cerchi un dentista a Firenze o un ortodontista a Firenze, contatta lo studio: MIA può raccogliere la richiesta e aiutarti a ricevere le indicazioni più adatte.

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Granuloma su un dente già devitalizzato: perché rifare la cura canalare se non ho dolore?

Un dente già devitalizzato può avere un problema anche se non fa male. In alcuni casi, infatti, una vecchia cura canalare può non sigillare più correttamente il dente o può essere stata incompleta rispetto all’anatomia dei canali. Questo può permettere ai batteri di rimanere o rientrare all’interno della radice, provocando nel tempo una reazione infiammatoria nell’osso: il cosiddetto granuloma dentale.

Il granuloma non è un tumore, ma una risposta dell’organismo che cerca di limitare l’infezione intorno all’apice della radice. Proprio perché spesso cresce lentamente, può rimanere silenzioso per molto tempo e non dare sintomi. Per questo molti pazienti scoprono di avere un granuloma solo durante una radiografia di controllo.

Anche in assenza di dolore, però, il problema non va ignorato. Una lesione infiammatoria intorno alla radice può ingrandirsi, riacutizzarsi improvvisamente con dolore, gonfiore o ascesso dentale e, nei casi più avanzati, compromettere la possibilità di conservare il dente.

Il ritrattamento canalare, cioè il rifacimento della devitalizzazione, può essere indicato quando la radiografia mostra una lesione, quando la vecchia cura canalare appare incompleta o non più adeguata, oppure quando il dente deve essere ricostruito con un nuovo restauro, una corona o un ponte. In questi casi è corretto verificare prima che la radice sia ben trattata, per evitare di costruire una nuova riabilitazione sopra un problema infettivo non risolto.

Non tutti i denti con vecchie devitalizzazioni devono essere ritrattati. La decisione dipende dalla presenza di sintomi, dall’aspetto radiografico, dalla qualità della precedente cura canalare, dalla dimensione del granuloma e dal progetto protesico complessivo.

Presso lo Studio Dr. Gennaro Di Marzo, studio dentistico a Firenze, valutiamo ogni caso con attenzione, cercando di capire se il dente può essere mantenuto e se il ritrattamento canalare rappresenta davvero la scelta più utile per conservarlo nel tempo.

Se ti è stato diagnosticato un granuloma dentale e cerchi un dentista a Firenze per capire se rifare la cura canalare, prenota una valutazione: anche un dente che non fa male può avere bisogno di essere trattato per evitare complicanze future.

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Mi si è rotto un dente: cosa devo fare?

Se si è rotto un dente, evita di masticare da quel lato e cerca di capire se il frammento è recuperabile. Se lo trovi, conservalo e portalo con te all’appuntamento.

Anche quando il dolore è assente, una frattura dentale va valutata: il dente potrebbe essere più fragile, sensibile o esposto a infiltrazioni. Contattaci appena possibile, soprattutto se senti dolore, fastidio al freddo, tagli sulla lingua o sulla guancia, oppure se la frattura riguarda un dente anteriore.

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Come devo conservare il frammento di un dente rotto?

Se trovi il frammento, non buttarlo. Può essere utile al dentista per valutare la frattura o, in alcuni casi, per ricostruire il dente in modo più preciso.

Puoi conservarlo in un piccolo contenitore pulito. Se il frammento è grande o sembra comprendere parte del dente naturale, meglio mantenerlo umido, per esempio in latte o soluzione fisiologica. Evita di avvolgerlo in fazzoletti asciutti, perché potrebbe seccarsi o essere accidentalmente buttato.

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Mi si è staccata una corona o un ponte provvisorio: cosa posso fare?

Se trovi il frammento, non buttarlo. Può essere utile al dentista per valutare la frattura o, in alcuni casi, per ricostruire il dente in modo più preciso.

Puoi conservarlo in un piccolo contenitore pulito. Se il frammento è grande o sembra comprendere parte del dente naturale, meglio mantenerlo umido, per esempio in latte o soluzione fisiologica. Evita di avvolgerlo in fa

Se si è staccata una corona provvisoria, un ponte provvisorio o un manufatto temporaneo, non masticare su quel lato e conserva il provvisorio.

Se riesci a riposizionarlo senza forzare, puoi provarlo delicatamente per capire se torna in sede, ma non usare colle generiche, Attack, colle per unghie o altri prodotti non odontoiatrici. Possono danneggiare il dente, irritare i tessuti e rendere più difficile il lavoro del dentista.

Contatta lo studio: nella maggior parte dei casi il provvisorio può essere ricementato o sistemato rapidamente.

zoletti asciutti, perché potrebbe seccarsi o essere accidentalmente buttato.

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Posso rimettere da solo un provvisorio staccato?

Solo temporaneamente e solo se entra facilmente nella posizione corretta, senza dolore e senza dover spingere.

Se il provvisorio “balla”, dà fastidio, impedisce di chiudere bene la bocca o sembra non combaciare, è meglio non insistere. Forzarlo potrebbe rompere il provvisorio, irritare la gengiva o creare un problema di occlusione.

La cosa più sicura è conservarlo e contattare lo studio per ricevere indicazioni.

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Mi si è staccata una faccetta, un intarsio o una ricostruzione: è urgente?

Solo temporaneamente e solo se entra facilmente nella posizione corretta, senza dolore e senza dover spingere.

Se il provvisorio “balla”, dà fastidio, impedisce di chiudere bene la bocca o sembra non combaciare, è meglio non insistere. Forzarlo potrebbe rompere il provvisorio, irritare la gengiva o creare un problema di occlusione.

La cosa più sicura

Dipende dalla situazione.

Se non hai dolore, non ci sono margini taglienti e riesci a evitare di masticare da quel lato, di solito non è un’emergenza immediata, ma va comunque controllata. Il dente potrebbe essere più esposto, più sensibile o più fragile.

Se invece hai dolore, sensibilità forte, difficoltà a chiudere la bocca, sanguinamento o un evidente problema estetico su un dente anteriore, contattaci il prima possibile.

Conserva sempre il pezzo che si è staccato: potrebbe essere utile durante la visita.

è conservarlo e contattare lo studio per ricevere indicazioni.

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Ho un dolore forte a un dente: cosa posso fare nell’attesa?

Un dolore dentale intenso, continuo o pulsante non va ignorato. Può dipendere da carie profonde, infiammazioni della polpa, infezioni o problemi gengivali.

Nell’attesa evita di masticare sul dente dolente, non applicare calore sulla zona gonfia e non assumere antibiotici senza indicazione medica. Gli antidolorifici possono aiutare temporaneamente, ma non risolvono la causa del problema.

Se il dolore è molto forte, peggiora da sdraiato, si associa a gonfiore, febbre o difficoltà ad aprire la bocca, è importante contattare rapidamente un dentista. Un ascesso dentale, per esempio, richiede una valutazione odontoiatrica urgente e non tende a risolversi da solo.

a un dente: cosa posso fare nell’attesa?

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Ho la gengiva gonfia o una “pallina” vicino al dente: cosa significa?

Un gonfiore della gengiva, una fistola, una pallina con pus o un cattivo sapore in bocca possono essere segni di un’infezione.

Anche se il dolore diminuisce, il problema non deve essere sottovalutato: a volte l’infezione trova una via di drenaggio e il dolore si attenua, ma la causa rimane.

Evita di schiacciare la zona, non bucare la gengiva e non assumere antibiotici di tua iniziativa. Contatta lo studio per programmare una valutazione.

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Mi sanguina la gengiva: è un’emergenza?

Un sanguinamento gengivale lieve durante lo spazzolamento di solito non è un’emergenza, ma può indicare infiammazione gengivale, tartaro o problemi parodontali.

È invece più urgente se il sanguinamento è abbondante, non si ferma, compare dopo un trauma, dopo un intervento o si associa a dolore importante e gonfiore.

In caso di sanguinamento localizzato, puoi comprimere delicatamente la zona con una garza pulita per alcuni minuti. Se non si arresta o tende a ripresentarsi, contatta lo studio.

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Mi è caduto un dente intero dopo un trauma: cosa devo fare?

Se si tratta di un dente permanente, è una vera urgenza odontoiatrica. Il tempo è molto importante.

Prendi il dente dalla corona, cioè dalla parte bianca visibile in bocca, evitando di toccare la radice. Se è sporco, non strofinarlo. Se possibile, conservalo nel latte o in saliva e contatta immediatamente un dentista. Le linee guida indicano che un dente permanente avulso può avere maggiori possibilità di essere salvato se viene gestito rapidamente e mantenuto umido.

Non provare a reinserire un dente da latte: in quel caso è necessario contattare il dentista per valutare il trauma e proteggere il dente permanente sottostante.

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Mi è caduto un dente intero dopo un trauma: cosa devo fare?

Se si tratta di un dente permanente, è una vera urgenza odontoiatrica. Il tempo è molto importante.

Prendi il dente dalla corona, cioè dalla parte bianca visibile in bocca, evitando di toccare la radice. Se è sporco, non strofinarlo. Se possibile, conservalo nel latte o in saliva e contatta immediatamente un dentista. Le linee guida indicano che un dente permanente avulso può avere maggiori possibilità di essere salvato se viene gestito rapidamente e mantenuto umido.

Non provare a reinserire un dente da latte: in quel caso è necessario contattare il dentista per valutare il trauma e proteggere il dente permanente sottostante.

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Mio figlio ha battuto i denti: cosa devo controllare?

Dopo un trauma, controlla se ci sono denti rotti, spostati, mobili, sanguinamento gengivale, tagli alle labbra o dolore alla chiusura della bocca.

Anche se apparentemente va tutto bene, nei bambini è consigliabile una valutazione odontoiatrica, soprattutto se il trauma riguarda i denti anteriori. Alcune conseguenze possono comparire nei giorni successivi, come cambiamento di colore del dente, dolore, gonfiore o comparsa di una fistola.

Se il dente è permanente ed è uscito completamente, va trattato come un’urgenza immediata.

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Ho perso un’otturazione: cosa devo fare?

Se hai perso un’otturazione, evita di masticare su quel lato e cerca di mantenere pulita la zona. Il dente potrebbe essere più sensibile al freddo, al caldo o al dolce.

Non cercare di riempire la cavità con materiali improvvisati. Se il dente è tagliente, sensibile o ti sembra fragile, contatta lo studio per programmare una ricostruzione o una valutazione.

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Mi si è rotto l’apparecchio o un attacco ortodontico: è urgente?

Se un attacco ortodontico si è staccato ma non dà fastidio, di solito non è un’emergenza immediata. È comunque utile avvisare lo studio, perché potrebbe essere necessario riposizionarlo.

Se invece un filo punge la guancia o la gengiva, puoi provare a proteggere la zona con cera ortodontica, se disponibile. Non tagliare fili metallici con strumenti improvvisati, salvo indicazioni precise del dentista o dell’ortodontista.

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Ho perso una mascherina trasparente: cosa faccio?

Se stai seguendo un trattamento con allineatori trasparenti e perdi una mascherina, contatta lo studio prima di passare autonomamente alla successiva.

In alcuni casi può essere corretto usare la mascherina precedente, in altri quella successiva, ma dipende dalla fase del trattamento e da quanto tempo hai indossato l’allineatore perso.

Mia Assistente Vituale Dentisti A Firenze
In caso di mal di denti, gonfiore, trauma, capsula staccata o altro problema improvviso, la nostra assistente virtuale MIA può raccogliere la tua richiesta e aiutarti a trovare il modo più rapido per essere ricontattato o ricevere indicazioni anche quando lo studio è chiuso. Le informazioni non sostituiscono una visita odontoiatrica, ma ti aiutano a non restare senza orientamento.
Dolore dente masticando senza carie: cause
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Una grande croce rossa centrata su uno sfondo bianco con bordo nero, che simboleggia l'assistenza medica o il primo soccorso.
Rivolgiti rapidamente al medico o al pronto soccorso se il gonfiore aumenta velocemente, se hai febbre alta, difficoltà a respirare, deglutire o aprire la bocca, trauma importante al volto, sanguinamento non controllabile o condizioni generali compromesse. In questi casi la priorità è la sicurezza generale del paziente. Dopo la gestione medica dell’urgenza, il dentista potrà valutare e trattare la causa odontoiatrica.
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